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Lotta di classe al terzo piano

Natura: Monografia - Materiale testuale - Materiale a stampa
Descrizione: Lotta di classe al terzo piano / Errico Buonanno. - Milano : Rizzoli, © 2014. - 316 p. ; 24 cm. - (La scala).
Sommario / Abstract La storia letta con fantasia e con ironia. È quanto propone Errico Buonanno nel romanzo “Lotta di classe al terzo piano”, immaginaria e divertente versione della dottrina comunista che non riesce a nascere. Karl Marx, racchiuso in un appartamento di un vecchio condominio londinese, senza un soldo, ma aiutato dal ricco amico Engels, non sembra in grado, infatti, di scrivere il libro che cambierà la storia, essendo la sua mente confusa e paralizzata su ciò che deve dire. Il marxismo appare offuscato, una serie di teorie inconsistenti, svuotato di ogni contenuto, in uno scenario - la Londra del 1861 - di operai sfruttati nelle fabbriche, di spie, di attivisti politici, di anarchici che sperano nella rivoluzione che renderà gli uomini felici.
L’Autore, noto per “Piccola serenata notturna” - vincitore nel 2003 del Premio Calvino - e altre opere pubblicate da Einaudi, Laterza, Rizzoli, oltre che scrittore per la RAI, ambienta il racconto in un condominio nel quartiere di Soho, di proprietà di un personaggio agli antipodi del suo inquilino Marx sul quale si affidano le speranze degli oppressi: Alan John Huckabee, il Padrone, il tipico, ricco capitalista per definizione nonché scrittore fallito. Costui si rende conto del blocco mentale che impedisce a Marx di scrivere e prova la tentazione di sostituirsi a lui nella stesura del libro. Vi sono poi altri personaggi, fra i quali la giovane Natasha, esule russa e fanatica comunista, tutti in attesa dell’idea/dottrina/filosofia destinata a cambiare il destino degli uomini. Tuttavia chi avrebbe dovuto scrivere “Il Capitale” rimane un’ombra misteriosa. Si osserva dalla strada solo la sua finestra illuminata. Chiuso nel silenzio dell’interno sette, il dottor Marx «scriveva una storia, vergava pagine segrete che il signor Huckabee ignorava, ma che ad un tratto, con dolore, potevano essere cruciali. Solo una favola, un intreccio, ma il punto non era forse questo? Le storie e le favole contavano. Le storie creavano un futuro, e fabbricavano realtà ed ecco perché, in un mondo ormai vecchio, si cercavano storie per continuare a sognare». Lo stesso Engels detesta la sua ricchezza: «La religione rigorosa, cristiana, in mezzo alla quale era cresciuto, doveva essere dichiarata una bugia. L’esercito regio in cui aveva servito, d’ora in avanti era strumento d’imperialismo e ingiustizia. La musica, la poesia romantica, le sue passioni degli anni più teneri, erano frottole idealistiche, orrende…». Tutto doveva schiantarsi e ridursi in frantumi con lo spirito dei tempi, incarnato da Karl Marx.
“La storia di Marx e del suo padrone di casa”, come reca il sottotitolo del romanzo, è piacevole, da leggere alla luce della fantasia dell’autore, sfondo alla tragica realtà della rivoluzione comunista sconfitta dalla Storia. [pg, giugno 2018]
Collezione: [Fa parte di] La Scala. - Rizzoli [Vai al dettaglio]
Numeri: ISBN: 978-88-17-07252-6
Autore:
Buonanno, Errico
Classificazione
[Classificazione Decimale Dewey] 853 - Narrativa italiana
Paese Italia
Lingua Italiano
Biblioteca Inventario Sezione Collocazione Note Stato Prenotazioni Azioni
Biblioteca Credaro 38083 ECO-800.BUO - ECO.D.2906 Disponibile Nessuna Prenota
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