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Il sistema della corruzione

Natura: Monografia - Materiale testuale - Materiale a stampa
Descrizione: Il sistema della corruzione / Piercamillo Davigo. - Bari [etc.] : Laterza, © 2017. - xiv, 101 p. ; 21 cm. - (I Robinson. Letture).
Sommario / Abstract L’Italia è tra i paesi in cui la corruzione è così diffusa da essere ben poco quantificabile in termini statistici, soprattutto per la vasta presenza della criminalità organizzata che contribuisce al suo prosperare. Tutti ricordano quanto successe durante la clamorosa inchiesta Mani Pulite del 1992 - nota anche come Tangentopoli - che fece crollare un’intera classe politica. Ma da allora quanto è cambiato? Dell’argomento si occupa, nel saggio “Il sistema della corruzione”, uno dei nostri più qualificati magistrati: Piercamillo Davigo, attualmente presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e presidente di Sezione della Corte Suprema di Cassazione, in servizio alla Seconda Sessione penale. È un libro di grande autorevolezza e attualità, non solamente per il valore di chi l’ha scritto, ma perché quello della corruzione è un problema che mina nel profondo le fondamenta del vivere civile.
L’analisi di Davigo parte da Tangentopoli per poi spiegare come nel nostro paese la corruzione sia seriale e diffusa. Seriale in quanto si tratta di un reato che si ripete infinite volte; diffusa dal momento che il fenomeno dei corrotti si amplia a tal punto che, presto o tardi, saranno le persone per bene a farsi da parte. Lo scenario descritto dall’Autore è molto grave. Il fenomeno è presente in ogni settore, dalla politica agli appalti per le opere pubbliche e alla finanza e, del resto, ne abbiamo ogni giorno notizia dalle cronache dei media.
Una parte interessante del libro riguarda la ragione per la quale in Italia la lotta alla corruzione è inadeguata. «Il clima - scrive Davigo - in cui da anni operano i magistrati (attaccati da ogni parte) e lo sfascio della giustizia, non impedito e talora accentuato da parte delle maggioranze parlamentari che si sono trasversalmente avvicendate in questi anni, spiegano sia le maggiori difficoltà delle indagini, sia l’esisto negativo dei processi, sempre più spesso conclusi con pronunzie di prescrizione». Le pene sono inadeguate, essendo molto basse, il sistema giudiziario italiano versa in una condizione di inefficienza gravissima - sono sempre parole dell’Autore - del tutto inadeguato nei confronti di chi commette reati di una certa gravità e l’Italia è l’unico paese d’Europa, assieme alla Norvegia, ad avere un codice penale antecedente alla Seconda Guerra mondiale. Oltre a ciò, il numero dei magistrati è insufficiente in rapporto ai processi da svolgere e manca un servizio di agenti delle forze dell’ordine con compiti d’infiltrati per scoprire i reati, come negli Stati Uniti, nazione nella quale - scrive sempre l’Autore - «persone avanti negli anni sono state condannate a pene molto severe e rinchiuse in carcere dove probabilmente moriranno, non per vendetta, ma perché altri si astengano da comportamenti che hanno determinato pene così dure. Da noi non esiste nulla del genere; anzi, molti sono tornati dov’erano, e alcuni hanno fatto anche carriera». [pg, giugno 2018]
Collezione: [Fa parte di] i Robinson. Letture. - Laterza [Vai al dettaglio]
Numeri: ISBN: 978-88-581-2672-1
Autore:
Davigo, Piercamillo
Soggetto:
Corruzione - Italia - Inizio sec. 21.
Classificazione
[Classificazione Decimale Dewey] 364.1 - Criminologia. Reati penali
Paese Italia
Lingua Italiano
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